1955/56: al “Parco dei Principi” la prima dei Blancos.

1956

Ha inizio il viaggio nella storia delle finali di Coppa Campioni-Champions League. Nel 1955/56 iniziano “gli anni d’oro del Grande Real”.

di MARIO GRASSO

Per anni l’unico vero banco di prova per ammirare i giocatori al di fuori dei confini del campionato di appartenenza del proprio club è stato rappresentato dai Mondiali. Col tempo le cose sono mutate. Nel 1927 nasce la Coppa dell’Europa Centrale, nota anche come Mitropa Cup, limitata però ai soli campioni dell’Europa continentale (Ungheria, Cecoslovacchia, Austria, Jugoslavia e, talvolta, Italia). Nel 1949 nasce la Coppa Latina, anch’essa però limitata ad un’area ben precisa: l’area latina appunto, riservata ai campioni di Spagna, Portogallo, Francia ed Italia. Un primo esperimento più complesso è la Coppa Grasshoppers, spalmata in cinque anni dal 1952 al 1957, con un unico girone da sei squadre provenienti da varie nazioni dell’Europa occidentale. Esperimenti ambiziosi, ma destinati ad essere surclassati da uno più grande. Nel 1954 il Daily Mail esalta le doti del Wolverhampton, affermando che quella sia la squadra più forte dell’epoca. Ciò scatena il dibattito. Il quotidiano francese L’Equipe segnala che la via insegnata dagli inglesi è stata ben appresa da allievi che ormai hanno superato i maestri. In Spagna c’è un Real Madrid che fa paura, in Italia c’è il Milan di Nordahl, Liedholm e Schiaffino, in Ungheria c’è l’Honved di Puskas e Kocsis. Scegliere la migliore è impossibile, ma può essere il campo a dirlo. Da qui l’idea del direttore del quotidiano francese di proporre a FIFA e UEFA un campionato aperto alle squadre di tutta Europa. Tutte le nazioni affiliate alla UEFA sono d’accordo, tranne l’Inghilterra, che si oppone dall’alto della sua presunta superiorità. Nasce ufficialmente nel 1955 la Coupe des clubes Champions Européens, detta anche European Cup, conosciuta nel “bel Paese” come Coppa dei Campioni. Come formula viene scelto un torneo ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, che parta dagli ottavi fino alla finale. Finale da disputarsi, però, in gara unica in uno stadio designato dalla UEFA.

Alfredo Di Stefano

Alfredo Di Stefano

 

Partecipano sedici squadre. Non tutte campioni nazionali uscenti, visto che alcuni team restano scettici sulla riuscita della competizione. Le favorite sono due. Viste le assenze del Wolverhampton, per via del no della federazione inglese, e della Honved, che rinuncia a parteciparvi, il pronostico pende tutto verso Real Madrid e Milan. I madridisti hanno una squadra di tutto rispetto, che si avvale di un fuoriclasse assoluto chiamato Alfredo Di Stefano. Il Milan ha un talento purissimo come Schiaffino, un regista eccezionale come Liedholm e un bomber un po’ avanti con l’età ma che segna come un giovincello, ossia Gunnar Nordahl.

Le italiane
Come detto, tra le italiane c’è il Milan. I rossoneri, realizzano un’impresa titanica già agli ottavi ribaltando in trasferta un 3-4 subito in casa dal Saarbrucken. Il 7-2 con cui viene poi demolito il Rapid Vienna fa davvero ben sperare gli sportivi italiani. Ma in semifinale finisce la corsa.

Gunnar Nordahl

Gunnar Nordahl

Le finaliste. Il Real Madrid
Il Real elimina facilmente il Servette. Poi sfida il Partizan e lo liquida 4-0 in casa, anche se nel ritorno un calo di tensione delle merengues permette l’affermazione degli slavi addirittura per 3-0. La semifinale è la vera finale della competizione. Le due migliori del torneo a confronto. Milan e Real Madrid una di fronte all’altra: Di Stefano contro Nordahl. Il primo round è al Bernabeu. Nordahl risponde subito a Rial, così come Schiaffino risponde ad Iglesias. Le reti di Olsen e Di Stefano, però, stendono il Milan sul 4-2. A Milano i rossoneri ribaltano lo svantaggio iniziale e vincono 2-1, ma non basta. In finale va il Real Madrid.

Le finaliste. Lo Stade Reims
Dall’altra parte, favorita forse anche da un tabellone privo di top team, emerge la squadra migliore del lotto: lo Stade Reims, in cui gioca un futuro Pallone d’Oro, ossia Raymond Kopa. Senza grandi problemi vengono triturati AGF, Voros (attualmente noto come MTK Budapest) e Hibernian.

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La finale
La finale si gioca al Parco dei Principi di Parigi. Condizione notevolmente migliore, quindi, per i francesi dello Stade Reims. Kopa ed i suoi sono chiamati al difficile compito di dare filo da torcere ad una squadra con stelle come Di Stefano, Gento e Rial. Proprio il fattore campo sembra incidere in apertura. Dopo 10’ con Leblond e Templin il Reims, a sorpresa, si porta sul 2-0. Il Real Madrid reagisce e trova il pareggio con le reti di Rial e Di Stefano. Nella ripresa Hidalgo riporta avanti i francesi. Ma i castigliani vanno ancora a segno con Marquitos. 3-3. Lo spettacolo giunge al suo epilogo a dieci minuti dalla fine, quando il bomber dei blancos, Rial, segna il gol del decisivo 4-3. Il Real Madrid è Campione d’Europa. Di Stefano il protagonista assoluto di questo successo. 

Real Madrid-Stade Reims 4-3
REAL MADRID: Alonso, Atienza, Lesmes, Munoz, Marquitos, Zarraga, Joseito, Marsal, Di Stefano, Gento, Rial. All.: Villalonga
STADE REIMS: Jacquet, Zimny, Giraudo, Leblond, Jonquet, Siatka, Hidalgo, Glowacki, Kopa, Bliard, Templin. All.: Batteux
RETI: 6′ Leblond, 10′ Templin, 14′ Di Stefano, 30′ Rial, 62′ Hidalgo, 67′ Marquitos, 79′ Rial

Capocannoniere: Milos Milutinovic (Partizan) 8 reti
Migliori tre giocatori: Alfredo Di Stefano (Real Madrid), Juan Alberto Schiaffino (Milan), Francisco Gento (Real Madrid)

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Mario Grasso

Giornalista pubblicista, abilitato all'esercizio della professione di avvocato. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre, ha frequentato il Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Eidos Communication srl. -- Oggi è redattore e conduttore per un sito di informazione locale della Campania. Esperienze passate: redattore presso CLASS TV, SPORTMEDIASET (sito internet), collaboratore esterno per OTTOPAGINE (quotidiano locale), praticante avvocato.

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