Attacca in dieci, difendi in dieci. L’Ajax del calcio totale.

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La squadra che ha inventato il calcio moderno, guidata dal primo allenatore rivoluzionario della storia del calcio, Rinus Michels e dal fuoriclasse Johan Cruyff.

di MARIO GRASSO

Dopo la Juve del Trap, il nostro viaggio verso i più grandi cicli della storia del calcio prosegue. È la stagione 1964/65. L’Ajax è già entrata da qualche anno nell’olimpo del calcio olandese. Un calcio mediocre e di poco appeal, almeno per i raffinati palati europei, abituati in quel tempo a godersi le imprese del Real di Puskas e Di Stefano, del Benfica di Eusebio, del primo Milan di Rocco e Rivera e della Grande Inter di Herrera. Insomma, tutto tranne l’Olanda. In questo ambiente ridotto alla gloria nazionale è comunque l’Ajax a farla da padrona, essendo l’unico team insieme al solo HVV ad essersi già aggiudicato dieci titoli nazionali. Eppure qualcosa sta andando storto. La squadra non gira e naviga nelle parti più basse del campionato. Sembra si stia avvicinando una storica retrocessione. La goccia che sembra far traboccare il vaso e condannare i Lancieri alla cadetteria è il pesantissimo 9-4 subito dai rivali del Feyenoord. La società decide di prendere una decisione forte: via l’allenatore Buckingham. Al suo posto arriva una ex bandiera dell’Ajax degli anni quartanta e cinquanta, Rinus Michels. Michels ha appreso dall’ex tecnico olandese Reynolds alcuni aspetti innovativi per il calcio di allora. Aspetti che vengono rielaborati e perfezionati. L’Ajax inizia improvvisamente a giocare un calcio nuovo. Non esistono più ruoli fissi, lo spirito di sacrificio è enorme da parte di tutti i giocatori. I difensori collaborano nella fase offensiva. Gli attaccanti arretrano per dare una mano in difesa. I centrocampisti devono essere in continuo movimento, tra inserimenti in attacco e ripiegamenti in difesa: impostazione ed interdizione. In base alle esigenze tattiche ci si deve mettere a disposizione della squadra e ricoprire anche ruoli diversi da quello di competenza iniziale. Si attacca in dieci e si difende in dieci: unico ruolo statico è quello del portiere. Pressing e fuorigioco sono alla base del calcio di Michels. Un calcio che rielabora lo spettacolo che in parte avevano dato in passato Honved e Ungheria negli anni cinquanta, seppur in maniera ancora troppo rudimentale. Da questo gioco saranno in tantissimi ad ispirarsi, basti pensare alla sua versione forse più vicina, il Milan di Sacchi, o alla sua versione più lenta e tecnica, il Barcellona di Guardiola. È il calcio totale.

il rivoluzionario tecnico Rinus Michels

il rivoluzionario tecnico Rinus Michels

La stagione 1964/65, che vede tra l’altro l’esordio del pupillo di Michels, un giovanissimo Johan Cruyff, si chiude con la salvezza raggiunta dall’Ajax. Nell’anno successivo, però, l’Ajax inizia a manifestare la sua bellezza, compattezza ed alto tasso di novità fin dall’inizio della stagione. Il campionato diventa un monologo. Il Feyenoord finisce dietro di sette punti e l’Ajax vince il suo undicesimo titolo nazionale, per Michels è la prima gioia. In questa squadra ci sono già talenti purissimi sui quali l’Ajax costruirà il suo futuro. La bandiera Sjaak Swart ed i bomber Henk Groot e Piet Keizer. Ma su tutti brilla la stella di Johan Cruyff, ormai pronto per le grandi platee.

la stella assoluta Johan Cruyff

la stella assoluta Johan Cruyff

Il 1966/67 è l’anno del “double”. Approdano ad Amsterdam altre vere e proprie leggende: lo slavo Valibor Vasovic, il terzino Wim Suurbier e, ancora, Barry Hulshoff. L’Ajax di Michels è un tritacarne in campionato. Altro monologo, col Feyenoord che riesce appena a migliorare la stagione passata, chiudendo a -5 dalla squadra della capitale olandese. Cruyff con 33 reti è il capocannoniere del campionato. C’è gloria anche nella coppa nazionale, dove in finale la squadra di Michels supera 2-1 ai supplementari il NAC. Tuttavia ancora non sono maturi i tempi per un’affermazione in Europa. Nella Coppa dei Campioni, dopo le goleade ai danni di Besiktas e Liverpool, i modesti cecoslovacchi del Dukla Praga eliminano gli olandesi nei quarti.

il mediano Gerry Muhren

il mediano Gerry Muhren

Il 1967/68 è l’anno della consacrazione in patria. In un campionato un po’ più sofferto, grazie anche ad un Feyenoord combattivo, l’Ajax è Campione d’Olanda per la tredicesima volta con tre punti di vantaggio sui rivali di Rotterdam. Non viene centrato il double per pochissimo: in finale di coppa è l’ADO Den Haag ad avere la meglio. In Coppa dei Campioni va ancora male, ancora fuori ai sedicesimi. Ma stavolta ci vogliono i supplementari al Real Madrid per superare l’ostacolo Michels-Cruyff.

l'impeccabile centravanti Dick Van Dijk

l’impeccabile centravanti Dick Van Dijk

Passa un anno. La squadra di Michels ha voglia di primeggiare anche fuori dall’Olanda, dove finora i risultati sono stati mediocri. A rinfoltire la difesa arriva un libero destinato ad entrare nella leggenda, Ruud Krol. Krol è un prodotto del vivaio, promosso in prima squadra. L’Ajax si concentra sulla Coppa dei Campioni, abdicando dopo tre successi di fila in campionato in favore del Feyenoord. In Coppa Campioni stavolta non c’è storia. Superato lo scoglio sedicesimi contro il Norimberga, l’Ajax arriva a compiere una vera e propria impresa nei quarti. Contro il Benfica di Eusebio i Lancieri perdono 1-3 in casa, ma grazie ad una prestazione straordinaria di Cruyff (doppietta) “restituiscono il favore” nel ritorno di Lisbona. Necessario lo spareggio, dove a Parigi con un gol di Cruyff ed una doppietta di Danielsson nei supplementari, l’Ajax supera i viceampioni in carica, tra i favoriti alla vittoria finale. Sulle ali dell’entusiasmo viene liquidato lo Spartak Trnava in semifinale per 3-0 ad Amsterdam; anche se i cecoslovacchi vincono 2-0 il ritorno in casa, mettendo paura a Cruyff e compagni. Per la prima volta l’Ajax disputa una finale europea. Al Santiago Bernabeu si affrontano l’Ajax di Michels e del calcio totale contro il Milan di Nereo Rocco e del catenaccio. Due filosofie di calcio agli antipodi. Ma a sorpresa Michels si ritrova a fare i conti con l’esperienza europea del Milan. I rossoneri fanno la parte del leone. Il calcio totale, stavolta, lo fanno gli avversari. Finisce 4-1 per il Milan, con un Rivera eccezionale e una tripletta di Prati. Proprio sul più bello l’Ajax tradisce.

Dopo la sfortunata stagione passata, che segna tra l’altro l’addio del leggendario Groot, l’Ajax interviene sul mercato. Arrivano altri elementi preziosi. Per la mediana arrivano due giocatori eccezionali come Arie Haan e Gerry Muhren. Per l’attacco, a fare da partner a Cruyff, arriva dal Twente il bomber Dick Van Dijk. L’Ajax torna a macinare campo e avversari. Non c’è storia. Il Feyenoord, che però vincerà la Coppa Campioni, finsce di nuovo secondo e l’Ajax è Campione d’Olanda. È il quattordicesimo titolo nazionale, affiancato dalla coppa nazionale vinta in finale contro il PSV per 2-0. Secondo double per Michels, nell’anno in cui l’Ajax conferma ancora la sua forza europea, arrivando fino alle semifinali di Coppa delle Fiere, arrendendosi solo all’Arsenal.

tre uomini-chiave del calcio totale: Ruud Krol, Arie Haan e Johan Neeskens

tre uomini-chiave del calcio totale: Ruud Krol, Arie Haan e Johan Neeskens

 

Si torna in Coppa dei Campioni, quindi, nel 1970/71. In estate arriva il giocatore che permette all’Ajax di compiere il definitivo salto di qualità. Viene acquistato Johan Neeskens, che molti definiranno il “gemello” di Cruyff. Attenzione massima all’Europa. Poco importa se in campionato si chiude secondi a -3 dal Feyenoord, dopo aver perso il primato nello scontro diretto decisivo alla penultima. Eliminate agevolmente Nentori, Basilea e Celtic, l’Ajax si ritrova in semifinale contro l’Atletico Madrid. Il primo round in Spagna finisce 1-0 per i madrileni. Nel ritorno di Amsterdam Keizer dopo soli 8’ ristabilisce la parità a distanza; ci pensano nel finale Suurbier e Neeskens a chiudere per il definitivo 3-0. Si va in finale a Londa nello stupendo scenario di Wembley. Qui l’avversario è il sorprendente Panathinaikos del capocannoniere della competizione Antoniadis. Dopo 5’ segna subito Van Dijck. L’Ajax legittima il risultato e nel finale chiude i conti con Haan. Finalmente l’Ajax è Campione d’Europa. Rinus Michels ed il calcio totale entrano definitivamente nella storia. Stagione, poi, arricchita anche dalla vittoria in Coppa d’Olanda nella finale contro lo Sparta Rotterdam, vinta per 2-1 ai supplementari nella ripetizione, dopo il 2-2 della prima sfida.

Ma a fine stagione la clamorosa decisione. Michels ritiene che col trionfo di Wembley il suo compito ad Amsterdam sia concluso e lascia. Esporterà il suo modello anche altrove (nel Barcellona di metà anni Settanta e in due fasi nella nazionale olandese, ottenendo la finale nei Mondiali del 1974 e la vittoria degli Europei nel 1988). Lascia anche il capitano Vasovic. L’Ajax per la stagione 1971/72 viene affidata alla guida di Stefan Kovacs, allenatore romeno proveniente dalla Steaua Bucarest. Kovacs si inserisce in una macchina già collaudata e deve solo trovare la chiave per ambientarsi e sfruttare al massimo i meccanismi perfetti di questa squadra. È una stagione praticamente perfetta. Cruyff a dicembre 1971 riceve il suo primo Pallone d’Oro (gli altri due della sua carriera li vincerà con la maglia del Barcellona). L’Ajax domina il suo campionato e conquista il quindicesimo titolo nazionale staccando i rivali del Feyenoord. Vince anche la Coppa d’Olanda, superando 3-2 in finale l’ADO Den Haag. In campo internazionale, rifiutata la partecipazione alla Coppa Intercontinentale, l’Ajax si concentra ancora sulla Coppa Campioni, caricata dal fatto che la finale si gioca in terra olandese, sebbene a Rotterdam. Regolate agevolmente Dinamo Dresda e Marsiglia, l’Ajax fa fuori l’Arsenal nei quarti ed ancora una volta il Benfica in semifinale. All’andata decide Swart, mentre nel ritorno finisce 0-0. Un anno dopo si torna in finale, quindi. Al De Kuip di Rotterdam, casa dei rivali storici del Feyenoord, l’Ajax sfida l’Inter di Mazzola e Boninsegna. Ma non c’è praticamente mai storia. I biancorossi di Kovacs giocano un calcio perfetto e Cruyff si esalta con una doppietta. Come l’anno prima, 2-0 e vittoria. Ajax ancora Campione d’Europa e stagione storica. Dopo cinque anni dal Celtic del 1967, un’altra squadra realizza un “treble”.

Stefan Kovacs, successore di Michels e vincitore dello storico "treble"

Stefan Kovacs, successore di Michels e vincitore dello storico “treble”

Nel 1972/73 l’Ajax è ormai la squadra del momento, nonostante l’addio di Van Dijk, sostituito da Johnny Rep. Proprio Rep è il protagonista della Coppa Intercontinentale. L’Ajax sfida i campioni sudamericani dell’Independiente. Nell’andata di Avellaneda, Sà pareggia il gol di Cruyff. Nel ritorno di Amsterdam una doppietta di Neeskens ed una rete di Rep al suo debutto assoluto in prima squadra, regalano il 3-0 a Kovacs. Ajax Campione del Mondo. Stavolta, però, il campionato è più combattuto. Il Feyenoord, mosso nell’orgoglio dalla vittoria della Coppa dei Campioni dei rivali storici nella propria casa, fa di tutto per vincere il titolo. Ma per soli due punti ha ancora la meglio l’Ajax, per la sedicesima volta Campione d’Olanda. In Coppa dei Campioni, l’Ajax viene esentata dai sedicesimi, supera facilmente il CSKA Sofia e demolisce il Bayern. In semifinale c’è il Real Madrid. Ad Amsterdam sembra fatta, ma la rete di Pirri riduce il passivo dei blancos (solo 2-1 per l’Ajax) e rimanda tutto al ritorno del Bernabeu. Qui l’Ajax gioca una delle sue partite migliori e, con un gol di Muhren, si porta a casa l’1-0 che le garantisce la terza finale consecutiva. Gli uomini di Kovacs al Marakana di Belgrado sfidano la Juventus dei vari Zoff, Causio, Capello, Altafini, Bettega e Anastasi. Dopo soli 4’ segna Johnny Rep, ma la gara è sul filo del rasoio. La Juve si scontra contro la compattezza dell’Ajax che attacca in dieci e difende in dieci. Finisce 1-0 e l’Ajax è la prima squadra, dopo il Real Madrid del quinquennio 1956-1960, a vincere più di due volte consecutive la Coppa dei Campioni. Per la terza volta Campione d’Europa.

A fine stagione, però, inizia a smembrarsi il “giocattolo”. Cruyff lascia e sbarca a Barcellona dal suo maestro Michels. Anche Kovacs lascia dopo aver saputo ben sfruttare la macchina messagli a disposizione dal predecessore. Molti campioni iniziano ad essere avanti con l’età. Il solo Neeskens sembra averne ancora. Così, rifiutata la partecipazione all’Intercontinentale e uscita anzitempo dalla Coppa Campioni, l’Ajax, guidata da George Knobel, regala un ultimo acuto con la Supercoppa Europea vinta contro il Milan, allenato da un giovanissimo Trapattoni. A San Siro decide Chiarugi, ma ad Amsterdam i rossoneri vengono seppelliti da un 6-0 senza attenuanti. Segnano praticamente tutti: Mudler, Keizer, Neeskens, Rep, Muhren e Haan. È il canto del cigno del Gloria Ajax, la squadra che ha rivoluzionato il calcio.

 

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Mario Grasso

Giornalista pubblicista, abilitato all'esercizio della professione di avvocato. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre, ha frequentato il Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Eidos Communication srl. -- Oggi è redattore e conduttore per un sito di informazione locale della Campania. Esperienze passate: redattore presso CLASS TV, SPORTMEDIASET (sito internet), collaboratore esterno per OTTOPAGINE (quotidiano locale), praticante avvocato.

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