2001/02. L’eurogol di Zidane e la vittoria dei Galacticos

2002

Con una stupenda rete di Zidane, il Real Madrid supera in finale un volitivo e sorprendente Bayer Leverkusen.

di MARIO GRASSO

La Champions è ormai competitiva a livelli impressionanti. Non esistono più squadre di secondo piano. Il livello si è davvero alzato. Il Bayern è la squadra campione in carica dopo il trionfo della passata stagione ai rigori. Molto forte, grossomodo la stessa dell’anno precedente e candidata a vincere. Eppure la squadra favorita in assoluto è il Real Madrid, che alle sue stelle Roberto Carlos, Raul e Figo aggiunge un grandissimo Zinedine Zidane, acquistato dalla Juventus. Non manca il Barcellona, in cerca di riscatto dopo la deludente stagione passata, e sempre con un grande Rivaldo come arma. Tra le favorite anche il Manchester United, che ai suoi uomini d’oro Beckham, Scholes e Giggs aggiunge il bomber olandese Van Nistelrooy. Molto interessante l’Arsenal, che ha ormai in Henry una freccia mortale per gli avversari. Forte anche il “contingente” italiano. La Juve con Thuram, Nedved e Trezeguet, oltre al solito Del Piero. Ma anche la Lazio di Veron e Crespo e la Roma del trio Totti-Montella-Batistuta. Si propongono come outsider: il Galatasaray, da qualche anno salito alla ribalta, il Dortmund e il divertente club spagnolo del Deportivo.

Zinedine Zidane

Zinedine Zidane

Le italiane
Ancora una volta l’Italia fa i conti con la maledizione dei preliminari. Le nostre rappresentanti dovrebbero essere quattro, ma ai preliminari perdiamo il Parma, sconfitto dal Lille. Le tre rappresentanti sono dunque: la Roma, la Juventus e la Lazio, che invece supera il preliminare battendo il Copenhagen. La Roma è fresca di scudetto.  Il club capitolino torna a giocarsi una Champions dopo l’ultima apparizione nel 1984. La squadra giallorossa, allenata da Capello, si presenta con un trio d’attacco fortissimo: la fantasia di Totti, la vena realizzativa di Batistuta, la freschezza di Montella e come riserva il geniale giovanissimo Cassano. Senza dimenticare le due ali Cafu e Candela e la diga Emerson. Nel girone i giallorossi trovano le modeste Anderlecht e Lokomotiv Mosca, ma anche il fortissimo Real Madrid dei Galacticos. Ed è proprio il Real a punire la Roma nella prima partita all’Olimpico, finita 2-1 per i Galacticos. Ma dopo lo 0-0 contro l’Anderlecht, i giallorossi trovano i punti che servono, vincendo entrambe le gare contro il Lokomotiv. Con un bell’1-1 al Bernabeu arriva la matematica qualificazione al secondo turno, dietro al Real Madrid. Se la cava benissimo anche la Juventus, dove in panchina è tornato Lippi. Ha perso Zidane ed Inzaghi, ma ha trovato Buffon, Thuram, Nedved e lanciato definitivamente Trezeguet al fianco di Del Piero. Squadra molto forte. Il girone è abbordabile con Porto, Celtic e Rosenborg. La Juve ne vince tre su sei, ma bastano sia per andare avanti sia per chiudere prima nel girone davanti al Porto. Delude solo la Lazio. I biancocelesti hanno ora in panchina Dino Zoff. Via Salas, ma arrivano Stam e Mendieta. Purtroppo Mendieta sarà una delusione. La stessa Lazio non va proprio. In un girone semplice con Nantes, PSV e Galatasaray, i biancocelesti perdono le prime tre partite. Col cambio di allenatore, da Zoff a Zaccheroni, però la situazione cambia. Due vittorie interne su PSV e Galatasaray e si torna a sperare. All’ultima giornata si arriva con questa situazione: Nantes primo a 8, Galatasaray e PSV seconde a 7 e Lazio a 6. Bisogna vincere a Nantes, ma a vincere sono i francesi. Lazio fuori.

Ruud Van Nistelrooy

Ruud Van Nistelrooy

Il secondo turno, è, però una delusione totale. La Juventus trova un girone ostico con Arsenal, Bayer Leverkusen e Deportivo. Parte bene annichilendo il Leverkusen con un 4-0 in casa, ma poi si perde. Perde nelle due trasferte di Londra e La Coruna e rimedia solo uno 0-0 interno contro il Deportivo. La sfida contro un rilanciato Bayer Leverkusen dà il colpo di grazia. 3-1 per i tedeschi e Juve eliminata. A passare, a sorpresa, sono le due meno indicate alla vigilia: Leverkusen e Deportivo. Sfortunata, invece la Roma. Il suo girone è con il Galatasaray, con il redivivo Liverpool, che mancava in questa competizione dai tempi dell’Heysel, e la regina del girone Barcellona. I giallorossi inanellano tre pareggi nelle prime tre gare, ma poi sfoderano una prestazione incredibile contro il Barcellona in casa e vincono per 3-0. A Roma si sogna, visto che i giallorossi sono in testa. A questo punto, però, la Roma ha la paura di vincere e non chiude i conti. Alla penultima si accontenta di un 1-1 in casa col Galatasaray. Si arriva all’ultima giornata con la Roma a +1 sul Barça, +2 sul Galatasaray e +3 sul Liverpool, prossimo avversario ad Anfield. Con un gol di Litmanen ed uno di Heskey la Roma viene affondata. Finisce 2-0 per il Liverpool, che chiude secondo alla pari con la Roma ma avanza per via degli scontri diretti, primo il Barcellona. Ancora una volta il Liverpool è il giustiziere dei giallorossi.

Le finaliste. Bayer Leverkusen
Il Bayer Leverkusen si presenta dopo aver superato i preliminari. Squadra umile, operaia e con qualche talento. Due su tutti: Lucio per la difesa e Michael Ballack a centrocampo. Per il resto nessuno spicca sugli altri, ma tutti sono fondamentali. Menzione d’onore per Hans-Jorg Butt, il portiere calcia-rigori della squadra. Nessun particolare problema nel preliminare contro la Stella Rossa. Il girone iniziale vede i tedeschi impegnati con il fortissimo Barcellona di Rivaldo, ma anche con Fenerbahce e Lione. Dopo una bella vittoria a Lione, la prima sorpresa. In casa contro il Barcellona, alla seconda giornata, in rimonta il Leverkusen supera i catalani per 2-1. Il Bayer sembra volare, ma ha un intoppo alla quarta, quando subisce la sconfitta per 2-1 al Camp Nou contro il Barça. Ma già nel turno seguente, con un 2-1 al Fenerbahce ad Istanbul ed un contemporaneo ko interno del Lione col Barcellona, il Bayer avanza. Il girone si conclude con i tedeschi secondi dietro il Barcellona. Come già detto, il Bayer Leverkusen nella seconda fase capita con Juve, Deportivo e Arsenal. Partito malissimo con una sconfitta per 4-0 in casa della Juventus, supera 3-0 il Deportivo e si rimette in carreggiata. Poi però pareggia in casa con l’Arsenal e ne prende 4 dalla stessa Arsenal al ritorno. Il 3-1 alla Juve ridà speranza. Nell’ultimo turno il Bayer è alla pari con l’Arsenal ma sotto negli scontri diretti: deve vincere e sperare in un passo falso dei Gunners. A sorpresa gli inglesi cedono alla Juve, mentre il Bayer vince a La Coruna contro un Deportivo già qualificato. Per scontri diretti il Leverkusen addirittura chiude primo. Nei quarti c’è la sfida contro il Liverpool, tornato in Champions dopo anni, pur senza stelle e comunque motivato. L’andata nella bolgia di Anfield è meno disastrosa del previsto: solo 1-0 per i Reds. A Leverkusen è una battaglia. Ballack pareggia i conti con l’andata, ma Abel Xavier fa 1-1. Poi ancora Ballack e Berbatov fanno 3-1 e portano la qualificazione verso Leverkusen. Litmanen segna e col 3-2 passarebbe il Liverpool. A sei minuti dalla fine segna Lucio e finisce 4-2. Leverkusen in semifinale. La grande sorpresa è all’ultimo ostacolo. Avversario durissimo: il Manchester United. Il cammino dei Red Devils è stato ottimo: secondo solo per differenza reti dietro il Deportivo nel primo turno, premiato invece dalla differenza reti sul Bayern nel secondo e vincitore (vendetta) sul Depor nei quarti. La prima gara è all’Old Trafford. Ballack e Neuville pareggiano l’autorete di Zivkovic ed il gol di Van Nistelrooy. E’ un ottimo 2-2. A Leverkusen il Manchester è battagliero e passa con Keane. Però, allo scadere del primo tempo pareggia Neuville. Nella ripresa il Bayer gioca una partita attenta e riesce a conservare l’1-1.

Le finaliste. Real Madrid
Come detto, il Real Madrid è la favorita assoluta. La squadra di Del Bosque è una squadra da red carpet del calcio. Figo, Roberto Carlos, Casillas, Raul e la stella assoluta Zidane. Il suo primo turno con Roma, Anderlecht e Lokomotiv Mosca è una passeggiata. Le quattro vittorie nelle prime quattro partite garantiscono già il primato ed il passaggio del turno. Dominio totale anche nel secondo turno. Sparta Praga, Panathinaikos e Porto non possono fare nulla. In sei partite, cinque vittorie ed un pareggio. Real Madrid primissimo e ai quarti senza problemi. Ai quarti la grande rivincita della semifinale della passata stagione: Real Madrid contro Bayern Monaco. Il Bayern nella seconda fase, dopo aver agevolmente superato la prima, ha dato vita ad un bel duello finito in parità con il Manchester United. L’andata è all’Olympiastadion. Apre Geremi, ma nel finale tra l’82’ e l’88’ il Bayern capovolge tutto con Effenberg e Pizarro: 2-1 per i tedeschi. Si decide tutto al Bernabeu. Qui la vendetta si compie nella ripresa. Al 69′ segna Helguera e nel finale arriva il raddoppio di Guti, che porta il Real in semifinale. La semifinale è una finale anticipata contro la rivale più odiata: il Barcellona. E’ Zidane contro Rivaldo. E’ il clasico. Primo round al Camp Nou. Il Real è più forte e lo dimostra: Zidane segna il vantaggio e, nel recupero, McManamann affossa i rivali storici. Il ritorno del Bernabeu diventa solo una formalità: Raul per i madridisti, un’autorete di Helguera per i catalani. 1-1 e Real Madrid in finale.

Guti sotterra il Bayern nel ritorno dei quarti

Guti sotterra il Bayern nel ritorno dei quarti

Luis Figo

Luis Figo

 

Rivaldo

Rivaldo

La finale
Finale a sorpresa. Per la terza volta dopo le edizioni del 1960 e 1976 si gioca a Glasgow all’Hampden Park. Mentre per il Real Madrid è un traguardo che era stato ampiamente previsto, oltre che essere un traguardo a cui i Blancos sono storicamente abituati, non è lo stesso per il Leverkusen. Il Bayer è alla sua prima finale di Champions, dopo un cammino strepitoso. E’ la sfida delle stelle contro la classe operaia del pallone. Roberto Crlos contro Placente, Figo contro Ramelow, Zidane contro Basturk, Raul contro Neuville. Il primo tempo parte con il Real più motivato e subito in gol con Raul. Ma il Bayer capisce in fretta che si tratta di un’occasione unica e pareggia con Lucio. Ci si avvia verso il riposo, quando arriva la perla della serata. Roberto Carlos si invola sulla fascia e crossa per Zidane. Il francese si coordina e con un gesto atletico di rara bellezza segna il nuovo vantaggio madridista. Nella ripresa il Real è meno arrembante e la sfortuna sembra abbattersi su di lui. Cesar, portiere che ha egregiamente sostituito in questa stagione il pur ottimo Casillas, si infotuna. Entra proprio Casillas, che ristabilisce alla grande le gerarchie. Il giovane portiere para di tutto. Il Bayer le prova in ogni modo, ma Casillas è un muro. Finisce 2-1 e per il Real Madrid è la storica nona Champions. Real Madrid Campione d’Europa. Il giusto premio per una squadra stellare. Il Leverkusen finisce sconfitto, ma come vero vincitore morale di questa coppa.

FINALE: Bayer Leverkusen – Real Madrid 1-2
BAYER LEVERKUSEN: Butt, Sebescen (65′ Kirsten), Zivkovic (90′ Babic), Lucio, Placente, Schneider, Ramelow, Ballack, Brdaric (39′ Berbatov), Basturk, Neuville. All.: Topmoller
REAL MADRID: Cesar (68′ Casillas), Salgado, Hierro, Helguera, Roberto Carlos, Figo (60′ McManamann), Makelele (73′ Flavio Conceicao), Solari, Zidane, Raul, Morientes. All.: Del Bosque
RETI: 8′ Raul, 13′ Lucio, 45′ Zidane

Capocannoniere: Ruud Van Nistelrooy (Manchester United) 10 reti
Migliori tre giocatori: Zinedine Zidane (Real Madrid), Rivaldo (Barcellona), Luis Figo (Real Madrid)

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Mario Grasso

Giornalista pubblicista, abilitato all'esercizio della professione di avvocato. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre, ha frequentato il Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Eidos Communication srl. -- Oggi è redattore e conduttore per un sito di informazione locale della Campania. Esperienze passate: redattore presso CLASS TV, SPORTMEDIASET (sito internet), collaboratore esterno per OTTOPAGINE (quotidiano locale), praticante avvocato.

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