Leicester, la Premier dista 3 punti! Spurs a -7, sfida a tre per la zona Champions.

1Non si arresta il cammino delle Foxes, ormai a una sola vittoria da un’impresa storica. Tottenham, mal di pareggio. Duello City-Arsenal per il terzo posto, con l’incognita United. Più indietro West Ham e Liverpool, lotta serrata in zona retrocessione.

di STEFANO MATTAROLLO

Tre punti al compimento dell’impresa. E altrettanti match point, di cui uno in casa contro l’Everton. Prima, però, c’è lo United, in quel Teatro dei Sogni dove potrebbe concretizzarsi il miracolo. Il Leicester di Claudio Ranieri comincia la sua volata verso il titolo: con 7 punti di vantaggio sul Tottenham, basterebbe una vittoria per avere la matematica certezza del titolo. Ma Ranieri, da esperto navigatore qual è, sa benissimo le insidie che potrebbero celarsi nella parte finale di questo incredibile tragitto: l’entusiasmo eccessivo, l’abbassamento della concentrazione, i rischi connessi a un approccio di gara superficiale, con la Premier ormai in tasca. Meglio fare un passo alla volta: “step by step”, come ama ripetere sempre il tecnico romano. Contro lo Swansea arriva il nono risultato utile di fila: una serie di 7 successi e 2 pareggi negli ultimi due mesi, che ha impresso una sterzata decisiva al campionato. Le Foxes hanno attualmente il miglior rendimento del torneo, sia in casa che lontano dal King Power Stadium: appena 3 sconfitte in 35 gare, media di 2,17 punti a partita, a conferma di una continuità di rendimento spaventosa. Parola d’ordine: concretezza. Pochi fronzoli, da queste parti il possesso palla morboso non è contemplato. La filosofia di gioco del Leicester è l’esatto opposto del tiqui-taca: pochi tocchi, ricerca immediata della verticalizzazione negli spazi per il centravanti o l’esterno offensivo, inserimenti e gioco sulle fasce in pieno stile 4-4-2, coperture preventive e incessante movimento senza palla. Ciò che stupisce di questa squadra è la sua organizzazione, l’applicazione ferrea e sistematica di pochi ma fondamentali concetti. Una rosa che si è costantemente migliorata nel corso della stagione, vedasi il cinismo spietato e una fase di non possesso ai limiti della perfezione (ben 13 clean sheet in questa Premier). Tre punti al coronamento di un sogno. Per realizzare quella che a inizio stagione era soltanto mera utopia.

FBL-ENG-PR-TOTTENHAM-WEST BROMDue pareggi nelle ultime 5 gare e una Premier sempre più lontana dal nord di Londra. Il Tottenham rallenta la rincorsa al vertice e dice (quasi) addio alle residue speranze di vittoria finale. Adesso la bilancia pende dalla parte del Leicester, ma quella dei londinesi rimane una stagione di altissimo profilo, a prescindere da come andrà a finire. Gli Spurs sono una delle grandi rivelazioni di questa stagione, nonché la rosa con l’età media più bassa dell’intera competizione. I meriti vanno ascritti principalmente a Mauricio Pochettino, che nell’arco di appena due stagioni è riuscito a plasmare la squadra secondo il suo credo calcistico. Duttilità, trame offensive ed equilibrio tra i reparti: il Tottenham ha il secondo attacco e la miglior retroguardia della Premier. Una formazione camaleontica, abile a imporre il suo gioco, ma anche a impostare una gara di rimessa, qualora la situazione lo richieda. Il tutto grazie a una condizione fisica notevole e alle qualità del quartetto offensivo, abile a non concedere mai punti di riferimento agli avversari. Su tutti Harry Kane e Dele Alli: il centravanti inglese è alla seconda stagione sopra i 20 gol, confermandosi uno degli attaccanti più forti in circolazione; il centrocampista classe ’96, invece, è passato dalla League One alla Premier senza nessuna difficoltà di adattamento, con un rendimento impressionante, suggellato da 10 reti e 9 assist. Individualità a parte, gli Spurs sono formidabili su palla inattiva, come dimostrano i 23 centri su calcio piazzato. Numeri importanti per una rosa di grandi prospettive.

3La terza posizione è una questione a due tra Manchester City e Arsenal, con lo United nel ruolo di terzo incomodo. I Citizens arrivano da quattro successi consecutivi, dopo un filotto negativo di 2 pareggi e 4 sconfitte nelle precedenti 7 gare. Un calo di prestazioni dovuto anche al dispendio di energie in Champions, dove gli uomini di Pellegrini affronteranno il Real Madrid in semifinale. Traguardo storico per il club, con inevitabili ripercussioni sull’andamento in Premier, anche considerando la lista di infortuni che hanno falcidiato la rosa di Pellegrini: Kompany, De Bruyne e Nasri su tutti. Il City segna a raffica, ma ribadisce ancora una volta la fragilità del suo reparto difensivo, che annovera alcuni interpreti francamente non adatti ai grandi palcoscenici. L’apporto fondamentale arriva dal solito Aguero, giunto alla sua quinta stagione di fila in doppia cifra. Il talento argentino è il secondo giocatore più rapido ad aver raggiunto quota 100 gol in Premier League (in 147 incontri), dietro un totem come Alan Shearer. Assieme ai vari Silva, Fernandinho e Hart, il Kun rappresenta uno dei punti di riferimento per gli Sky Blues. Una delle poche certezze da cui ripartirà Pep Guardiola il prossimo anno.

4I Gunners, d’altra parte, restano gli eterni incompiuti. Sempre a un passo dal salto di qualità definitivo, ma mai competitivi a tal punto da giocarsi il campionato. Quando tutto sembra propendere per il verso giusto, i londinesi riescono sempre a smentire gli addetti ai lavori. L’Arsenal soffre di discontinuità atavica: dopo i tre punti nello scontro diretto di febbraio con il Leicester, era la principale indiziata alla vittoria del titolo. Detto, fatto: da quel momento, un ruolino di 3 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Troppo poco per pensare di poter rimanere ai piani alti della classifica. Certo, le assenze non hanno aiutato Wenger, ma ogni anno i Gunners danno l’impressione di non esprimersi al massimo del potenziale. Forse Arsene non è esente da responsabilità…

FBL-ENG-FACUP-EVERTON-MAN UTDCapitolo Manchester United. Stagione complicata per i Red Devils, condita da più bassi che alti. A dire la verità, nell’ultimo periodo gli uomini di Van Gaal hanno evidenziato un trend evolutivo rassicurante per il futuro che verrà. Le eliminazioni da Champions prima ed Europa League poi, rischiavano di compromettere seriamente una stagione partita male e proseguita anche peggio. La serie di 4 vittorie in 5 partite, però, congiuntamente alla finale di FA Cup, è il segnale di una squadra in crescita. Lo United, inoltre, ha una gara in meno, e in caso di successo nel recupero del 10 maggio contro il West Ham, potrebbe portarsi a ridosso delle posizioni che contano per un posto nella prossima Champions.

A seguire troviamo West Ham e Liverpool: gli Hammers, con 4 pareggi di seguito, hanno visto sfumare definitivamente il sogno Champions, mentre i Reds continuano il percorso di crescita sotto la gestione Klopp. Obiettivi (neanche troppo nascosti): Europa League e piazzamento europeo. Posticino in Europa a cui aspira anche il Southampton, più staccato il Chelsea che ripartirà da Antonio Conte al termine di un’annata disastrosa. In coda è bagarre tra Newcastle, Norwich e Sunderland per un posto nella prossima Premier. Che vorrebbe dire assegno di “soli” 120 milioni di euro proveniente dalla ripartizione dei diritti tv. Si salvi chi può.

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