Speciale finale. Juventus

2015 - JUVENTUS

LA STORIA. E’ una storia che non ha bisogno di presentazioni. Storia di grandi campioni che hanno vestito questa maglia. In Italia è il club più titolato di sempre con oltre trenta scudetti (di cui un paio revocati). E anche a livello internazionale, nonostante molti dicano che la Juve non abbia una caratura europea, ci sono ben 10 titoli che non sono affatto pochi. Anche se non si vince da un po’ fuori dai confini nazionali. La storia juventina ha pochi eguali. In patria, dopo due titoli isolati nei primi decenni del Novecento, negli anni Trenta un primo dominio nazionale con cinque titoli consecutivi. A partire dagli anni Cinquanta segue una serie ininterrotta di successi nazionali che negli anni Settanta, Ottanta e Novanta giunge all’apice. In questi anni la Juventus si scrolla anche di dosso l’etichetta di “forte in Italia, scarsa in Europa”. Con Trapattoni tra il 1977 e il 1986 vince praticamente tutto a livello internazionale. Impresa che ripete a metà anni Novanta con Lippi, il quale riesce a portare spessissimo la Juve in finale di Champions, ma perdendo altrettanto frequentemente. Abbastanza positivi anche gli anni Duemila, dove però c’è la brusca interruzione dovuta allo scandalo di Calciopoli e alla retrocessione. Ma una volta tornata in auge, la squadra bianconera torna a dominare. Ben sei scudetti consecutivi, oltre a ben tre doppiette con la Coppa Italia. E ora una finale di Champions, dopo quella persa due anni fa, per coronare il grande sogno di tornare in cima all’Europa.

LA SQUADRA. Campagna acquisti mirata, quella dell’estate scorsa. Un solo obiettivo: vincere la Champions. I tre acquisti cardine sono stati quelli di Dani Alves, svincolato dal Barcellona, Pjanic dalla Roma e Higuain dal Napoli. A questi si aggiunge quello di Cuadrado, già in bianconero la scorsa stagione, ma rientrato in prestito al Chelsea in estate, per poi essere acquistato definitivamente. Ci sono, poi, anche Benatia e Pjaca, ora infortunato: due pedine importanti, anche se non titolari. Hanno, invece, salutato sia Morata, tornato al Real Madrid, sia Pogba, tornato al Manchester United. Quindi le conferme: Alex Sandro in difesa, Khedira a centrocampo, Mandzukic e Dybala davanti. Il 4-2-3-1 è il marchio di fabbrica di questa squadra sensazionale. La linea difensiva è all’insegna della vecchia guardia. In porta c’è sempre Buffon, capitano e veterano, una sicurezza tra i pali. Al centro della difesa Bonucci e Chiellini (ma non dimentichiamoci di Barzagli in panchina, ndr), con Alex Sandro e Dani Alves sulle fasce. A centrocampo in mediana i titolari sono sempre stati Pjanic e Khedira, ma con l’infortunio del tedesco è probabile che al fianco del bosniaco ci sia Marchisio. Attacco supersonico: il funambolo Cuadrado su una fascia, il guerriero Mandzukic a sacrificarsi sull’altra, la stella argentina Dybala al centro. Tutti dietro la punta di diamante Higuain.

LA STELLA. La stella è lui, il ”Pipita”. Gonzalo Higuain. L’argentino è approdato in bianconero in un’estate turbolenta tra le polemiche del pubblico della sua ex squadra, il Napoli, che tanto l’ha amato. Due anni in patria nel River Plate. Subito lo nota il Real Madrid, che lo inserisce in rosa fin dalla stagione 2007/08. Segna tanto, ma vive spesso all’ombra di altri grandi campioni, su tutti Benzema. Così, nell’estate 2013, dopo qualche titolo da riserva di lusso, approda al Napoli. Qui esplode segnando tanto e mettendo nella passata stagione il record di segnature in Serie A. In estate lo acquista la Juventus per rinforzare il reparto offensivo. Fiducia ripagata alla grande.

L’ALLENATORE. Si dice che forse a fine anno andrà via, ma alla sua terza stagione in bianconero Massimiliano Allegri si è ormai confermato nel panorama internazionale. Tante le soddisfazioni ottenute in carriera. Agli esordi il “conte Max” prima porta il Sassuolo (oggi in Serie A) dalla Serie C alla B e poi passa alla guida del Cagliari. In Sardegna si mette in evidenza per un gioco molto divertente, quasi di sacchiana memoria, che porta i rossoblu ad ottenere ben due salvezze. Lo nota il Milan ed è il salto di qualità. Allegri al primo colpo vince lo scudetto alla guida dei rossoneri. Ma poi iniziano i problemi. Prima uno scudetto clamorosamente perso l’anno dopo. Poi il Milan viene smantellato. Nel 2013 Allegri compie l’impresa di centrare il terzo posto. Ma nella passata stagione lo smantellamento prosegue e i risultati stavolta non arrivano. La società gli addossa colpe forse eccessive e a metà stagione Allegri è esonerato. Resta a riposo fino ai primi di luglio, quando lo contatta la Juve per sostituire il dimissionario Conte. Entrato in punta di piedi e quasi disprezzato dal popolo bianconero, Allegri ha saputo farsi amare dal gruppo e dai tifosi. Ora è un idolo dopo il triplete sfiorato nel 2014/15, dove è mancata solo la Champions persa in finale e dopo la seconda doppietta scudetto-Coppa Italia della stagione successiva. Quest’anno …

IL CAMMINO. Qualificatasi in quanto Campione d’Italia nella passata stagione, la Juventus è giunta fin qui con grande merito, senza subire sconfitte e con soli tre gol presi. Girone iniziale vinto, chiudendo davanti ai vincitori delle ultime tre Europa League, ossia il Siviglia, ai francesi del Lione e ai croati della Dinamo Zagabria. Pari in avvio col Siviglia, poi due successi consecutivi in trasferta su Dinamo Zagabria e Lione, quindi il pari interno contro il Lione, che precede il 3-1 esterno al Siviglia, che dà la certezza della qualificazione. La certezza del primo posto si ha con la vittoria sulla Dinamo in casa. Tutto facile negli ottavi, dove con un 2-0 esterno e un 1-0 in casa viene agevolmente eliminato il Porto. Il vero ostacolo arriva ai quarti contro il Barcellona. Nella grande rivincita della finale di due anni fa è la Juve a dominare: 3-0 netto nella gara di andata a Torino e 0-0 di gestione nella bolgia del Camp Nou. In scioltezza le semifinali: già all’andata fuori casa il Monaco viene liquidato per 2-0, mentre nel ritorno arriva il 2-1 che mette il sigillo sulla qualificazione in finale. La seconda in tre anni, la nona nella storia. Ora c’è da sfatare il tabù: questa coppa manca in bacheca dal 1995/96; da allora quattro tentativi di riconquista sono andati a vuoto.

LISTA UEFA (con l’asterisco i giocatori inseriti nella lista B). Portieri: Gianluigi BUFFON, NETO, Emil AUDERO* – Difensori: Giorgio CHIELLINI,Andrea BARZAGLI, Leonardo BONUCCI, Stephan LICHTSTEINER, DANI ALVES, Mehdi BENATIA, Daniele RUGANI, ALEX SANDRO – Centrocampisti: Claudio MARCHISIO, Miralem PJANIC, Sami KHEDIRA, Stefano STURARO, Mario LEMINA, Kwadwo ASAMOAH, Tomas RINCON, Federico MATTIELLO* – Attaccanti: Gonzalo HIGUAIN, Juan Guillermo CUADRADO, Paulo DYBALA, Mario MANDZUKIC, Marko PJACA

STORICO DELLA JUVENTUS IN COPPA CAMPIONI/CHAMPIONS LEAGUE
– 1958/59: eliminato ai sedicesimi dal Wiener
– 1960/61: eliminato ai sedicesimi dal CSKA Sofia
– 1961/62: eliminato ai quarti dal Real Madrid
– 1967/68: eliminato in semifinale dal Benfica
– 1972/73: sconfitto in finale dall’Ajax
– 1973/74: eliminato ai sedicesimi dalla Dinamo Dresda
– 1975/76: eliminati agli ottavi dal Borussia Monchengladbach
– 1977/78: eliminato in semifinale dal Bruges
– 1978/79: eliminato ai sedicesimi dai Rangers
– 1981/82: eliminato agli ottavi dall’Anderlecht
– 1982/83: sconfitto in finale dall’Amburgo
– 1984/85: Campione d’Europa battendo in finale il Liverpool
– 1985/86: eliminato ai quarti dal Barcellona
– 1986/87: eliminato agli ottavi dal Real Madrid
– 1995/96: Campione d’Europa battendo in finale l’Ajax
– 1996/97: sconfitto in finale dal Borussia Dortmund
– 1997/98: sconfitto in finale dal Real Madrid
– 1998/99: eliminato in semifinale dal Manchester United
– 2000/01: eliminato al primo turno da Deportivo e Panathinaikos (con l’Amburgo)
– 2001/02: eliminato al secondo turno da Deportivo e Bayer Leverkusen (con l’Arsenal)
– 2002/03: sconfitto in finale dal Milan
– 2003/04: eliminato agli ottavi dal Deportivo
– 2004/05: eliminato ai quarti dal Liverpool
– 2005/06: eliminato ai quarti dall’Arsenal
– 2008/09: eliminato agli ottavi dal Chelsea
– 2009/10: eliminato al primo turno da Bordeaux e Bayern Monaco (con il Maccabi Haifa)
– 2012/13: eliminato ai quarti dal Bayern Monaco
– 2013/14: eliminato al primo turno da Real Madrid e Galatasaray (con il Copenhagen)
– 2014/15: sconfitto in finale dal Barcellona
– 2015/16: eliminato agli ottavi dal Bayern Monaco

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Mario Grasso

Giornalista pubblicista, abilitato all'esercizio della professione di avvocato. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre, ha frequentato il Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Eidos Communication srl. -- Oggi è redattore e conduttore per un sito di informazione locale della Campania. Esperienze passate: redattore presso CLASS TV, SPORTMEDIASET (sito internet), collaboratore esterno per OTTOPAGINE (quotidiano locale), praticante avvocato.

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