Ray Ban Occhiali Goccia

Sembrano indubbiamente degli acchiappi di tutto rispetto. Un po’ quello che gli accade sul grande schermo, dove non sbaglia un ruolo e riesce sempre a coniugare il suo aspetto curato e ordinato con un barlume di follia che è possibile leggere in fondo al suo sguardo. Ecco perchè nella sua carriera si è trovato a suo agio nell’interpretare terroristi, omofobi pazzi assassini, drogati con profondi valori morali, ricercatori sessualmente spregiudicati..

About this Item: Concept, New Delhi, 2004. Hardbound. Condition: As New. C’è qualcuno che ha rubato i più importanti monumenti del mondo sostituendoli con copie. In un tranquillo quartiere fatto di villette unifamiliari vive Gru, grosso e sgraziato ma con la fissazione di voler compiere il più grosso colpo possibile: rubare la Luna. A Gru non manca un armamentario supertecnologico per raggiungere il proprio scopo così come è dotato di un esercito di minuscoli esseri gialli bi o monoculari, i Minion (in inglese tirapiedi/adulatori) un po’ fracassoni ma al suo servizio.

Se quelle verdi assorbono e filtrano la luce riflessa dal terreno consentendo di definire con chiarezza dettagli e contorni sul campo da tennis (e non a caso, il testimonial è il tennista Novak Djokovic) quelle blu e rame sono più indicate per le superfici sintetiche e mettono in rilievo i contrasti di colore. Sette occhiali da sole e altrettante montature da vista, prodotte e distribuite da Safilo, che abbinano sottile metallo e voluminoso acetato, strati di pelle e montature iperleggere in acciaio inossidabile, a lenti sfumate o riflettenti. E poi hanno geometrie all’avanguardia, accostamenti di materiali opposti e dettagli distintivi, come l’iconico elemento triangolare.

Anche se uno dei suoi ruoli migliori rimane quello secondario in L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli.Vittorio De Sica la inserirà nel cast di Caccia alla volpe, dove avrà l’occasione di mostrare le sue doti recitative e caricaturali di fronte al re della risata americana Peter Sellers. Poi, finalmente, dopo tanta gavetta, il suo primo riconoscimento: il Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista per la pellicola diretta da Luciano Salce Ti ho sposato per allegria (1967). Ugo Tognazzi, Luigi Comencini, ancora Pasquale Festa Campanile e lo spettacolo teatrale “Venti zecchini d’oro” del 1969, le daranno la sicurezza necessaria per affrontare, l’anno successivo, un ruolo da protagonista in Basta guardarla (1970) per la regia di Salce, prodotto da Mario Cecchi Gori (il cui figlio, Vittorio, era all’epoca fidanzato con lei).

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